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MICHELANGELO

Nato il 6 Marzo 1475 da Ludovico Buonarroti Simoni e da Francesca di Neri a Caprese, nella Val Tiberina, Michelangelo viene avviato dal padre agli studi umanistici sotto la guida di Francesco da Urbino: ma ben presto dimostra inclinazione al disegno e, legatosi d'amicizia a Francesco Gramacci, passa alla scuola del Ghirlandaio, in contrasto con i progetti paterni. Nel 1488 è nella bottega del mastro fiorentino dove, in base al contratto deve rimanere per tre anni: ma un anno dopo abbandona quella bottega per passare alla libera scuola di scultura e di copia dell'antico che Lorenzo de'Medici aveva istituito nei giardini di San Marco, ponendovi a capo lo scultore Bertoldo, discepolo di Donatello. Notato da Lorenzo il Magnifico, Michelangelo viene da lui accolto nel suo palazzo dove, a contatto con i grandi pensatori umanisti - Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Poliziano -, ha modo di arricchire la propria cultura. Alla corte dei Medici egli esegue le sue prime sculture, la Battaglia dei Centauri e la Madonna della Scala. Nel 1494, impaurito dalle voci di una prossima caduta dei Medici - in effetti nel novembre di quell'anno CarloVIII entra a Firenze -, Michelangelo fugge a Bologna, dove dopo un breve viaggio a Venezia, resta per circa un anno ospite di Gianfrancesco Aldrovandi, dedicandosi a studi letterari e al componimento scultoreo dell'arca di San Domenico. Riconsolidata la Repubblica Fiorentina, egli vi fa ritorno e segue assiduamente le predicazioni di Savonarola: ma questo soggiorno è di breve durata e infatti nel 1495 è a Roma; qui protetto da Bacco Galli che gli compra il Bacco marmoreo, Michelangelo ottiene la prima importante commissione: la Pietà di san Pietro eseguita nel 1498-99. Di nuovo a Firenze nel 1501 egli inizia un periodo di intensa attività, dapprima in campo scultoreo con il David, collocato nel 1504 in Piazza della Signoria, a simbolo della libertà fiorentina, e con il progetto degli Apostoli del duomo, poi in quello pittorico: il grande cartone raffigurante la Battaglia della Cascina, commissionatogli da Gonfaloniere Pier Sederini che aveva affidato a Leonardo la battaglia degli Anghiari, e il cosiddetto Tondo Doni. Nel Marzo del 1535 il papa Giulio II chiama l'artista a Roma per commissionargli il monumento sepolcrale, dando così l'avvio ad una vicenda di contrasti con il pontefice e i suoi eredi, che si concluderà solamente nel 1545 con la realizzazione di un progetto assai ridotto rispetto al grandioso piano iniziale: il mancato compimento di quest'opera fu assai doloroso per Michelangelo, che ne parlò come di una " tragedia della sepoltura". Intanto i continui impegni costringono l'artista a continui spostamenti tra Firenze, Roma, Carrara e Pietrasanta, dove si prende cura personalmente della cava dei marmi per le sue sculture. Nel maggio del 1508, dopo una clamorosa rottura e riappacificazione con papa Giulio II, firma il contratto per la decorazione del soffitto della Cappella Sistina, alla quale attende ininterrottamente dall'estate di quell'anno fino al 1512. Sempre impegnato alla tomba di Giulio II, di cui realizzerà i Prigioni del Louvre, e dell'Accademia, il Mosè, Michelangelo lavora anche ai progetti per la facciata di San Lorenzo, e a quelli per le tombe Medicee, al Cristo per Santa Maria sopra Minerva. Nell'autunno del 1524 il nuovo papa dei Medici, Clemente VII, fa iniziare all'artista i lavori per la biblioteca Laurenziana e proseguire quelli per la tomba che, principiate nel 1521, saranno portati a termine solo nel 1534, anno in cui Michelangelo si stabilisce definitivamente a Roma. Verso il settembre dello stesso 1534 sono le prime trattative per il Giudizio Finale, che doveva coprire la parte dell'altare della Cappella Sistina; quest'opera che doveva suscitare tanto successo e tanto clamore, venne terminata dall'artista nel 1541. Gli avvenimenti personali di questo periodo hanno una eco anche sull'arte di Michelangelo, soprattutto l'amicizia con Tommaso de'Cavalieri, al quale dedica poesie e disegni, e l'amore per la poetessa Vittoria Colonna, marchesa di Pescara, che lo avvicina ai problemi della riforma e alle idee circolanti nell'ambiente dei Valdes'. Tra il 1542 e il 1550 l'artista ttende agli affreschi per la cappella Paolina, sempre in Vaticano, si dedica alle imprese architettoniche, come il compimento di Palazzo Farnese, la sistemazione del Campidoglio, e soprattutto i lavori per San Pitro, alla cui fabbrica viene preposto da PaoloIII nel 1547, e porta a termine diverse sculture, dalla pietà del duomo di Firenze, alla quale lavora nel 1555, alla estrema incompiuta Pietà di Rondinini. Già dai contemporanei egli fu acclamato come il maggiore artista di tutti i tempi, e influì grandemente su tutta l'arte del secolo; ammirato senza riserve da alcuni, odiato da altri, onorato dai papi, imperatori, principi e poeti, Michelangelo muore il 18 febbraio del 1564; il Vasari ci riferisce che "con conoscimento grandissimo fece testamento di tre parole, che lasciava l'anima sua nelle mani di Dio, il suo corpo alla terra, e la roba a' parenti più prossimi".

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